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les Clos

Nel mondo del vino le parole sono importanti. Evocano luoghi, sapori, tradizioni. Hanno il potere di farti sognare, di invitarti a evadere. Tra questi, il termine “chiuso” è particolarmente evocativo. Evoca immediatamente una tenuta ben definita, vitigni curati e una storia ricca.
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Origine e significato del termine Clos nel mondo del vino

Il termine Clos e “clos” è una parola di origine latina, derivata da “clausum”, che significa “chiuso”. Storicamente, il termine si riferiva a specifici appezzamenti di vigna, circondati da un muro o da una recinzione, che proteggevano così le preziose uve da predatori e ladri. Questa recinzione simboleggiava anche una chiara demarcazione della proprietà. La parola “clos” trasmette quindi un’immagine di esclusività e protezione che suggerisce una cura particolare riservata alla vite e al vino.

Esempi di vini con etichetta Clos

Il termine “clos” è sempre più utilizzato nel mondo del vino, trascendendo i confini e trovandosi in diverse regioni vinicole. Viene utilizzato nei nomi di molti vini prestigiosi. Il Clos du Moulin aux Moines della tenuta Moulin aux Moines , il Clos des Vignes du Maynes dell’enologo Julien Guillot o il Clos des Mailles di Pierre Ménard nell’Anjou sono tutti esempi dell’uso di questo nome. Questo termine, intriso di mistero e storia, attira l’attenzione degli amanti del vino e li invita a scoprire la storia unica di ogni “clos”. Il termine “clos” può sembrare misterioso per alcuni, ma è profondamente radicato nella storia del vino. Il suo significato, semplice e complesso al tempo stesso, continua a svolgere un ruolo importante nella cultura del vino.

Regolamentazione dell’etichetta Clos

Il termine “clos” ha un’aura romantica, ma il suo utilizzo è ben lungi dall’essere lasciato all’interpretazione poetica dei viticoltori. Infatti, è strettamente regolamentato dalla legislazione, il che ne garantisce la pertinenza e l’integrità. Il mondo del vino è soggetto a normative precise, che garantiscono l’autenticità delle denominazioni e la trasparenza nei confronti del consumatore. Il termine “chiuso” non fa eccezione a questa regola. Il suo utilizzo è regolamentato e non può essere utilizzato alla leggera per designare un appezzamento di terreno vitato.

Il ruolo del decreto del 4 maggio 2012 nel chiarire l’uso del termine Clos

Il decreto del 4 maggio 2012 ha svolto un ruolo essenziale nel definire le condizioni d’uso del termine “chiuso”. Questo decreto stabilisce che la parola “clos” può essere utilizzata solo per un vino a denominazione di origine protetta. Ciò significa che i vini che recano questa denominazione devono soddisfare i criteri specifici della denominazione di origine controllata.

Condizioni d’uso del termine “Clos” in un nome di dominio

Per poter utilizzare il termine “clos” nel suo nome, un dominio deve quindi rispettare delle regole precise. Le uve utilizzate devono provenire da appezzamenti di proprietà aziendale e devono essere vinificate in loco . In altre parole, il “chiuso” deve essere più di un semplice nome; deve riflettere un processo produttivo integrato e di qualità. Il nome “clos” non è quindi solo un simbolo di prestigio, ma anche una garanzia di autenticità e trasparenza per il consumatore.

Questo rigido quadro normativo garantisce quindi che il termine “chiuso” conservi il suo significato e prestigio. Ma al di là delle regole, ogni “clos” ha la sua storia e il suo carattere.

 

La realtà dell’etichetta Clos e il suo impatto sui vini

La normativa garantisce una certa trasparenza e standardizzazione nell’uso del termine “chiuso”. Tuttavia, questa denominazione ha una realtà varia e complessa, che va oltre le regole. Sebbene oggi il termine “clos” non implichi necessariamente un appezzamento circondato da mura, alcuni vigneti che portano questo nome conservano ancora questa caratteristica storica. Questi “limiti” fisici esistono e, a causa del loro carattere e della loro tradizione distintivi, sono spesso oggetto di particolare attenzione. Le loro pareti possono contribuire a creare un microclima, proteggendo le viti dagli agenti atmosferici e concentrando il calore, il che può influire sul profilo del vino.

Esempi di “Clos” rinomati e la specificità dei loro vini

Vini come il Clos du Mesnil o il Clos des Goisses nella Champagne, ad esempio, sono rinomati per la loro qualità eccezionale. Questi vini traggono vantaggio non solo dal prestigio associato alla denominazione Clos, ma anche dalle condizioni di coltivazione uniche che questi appezzamenti chiusi possono offrire. Nel Roussillon, il Clos du Rouge Gorge di Cyril Fhal , vino di altissima gamma, offre un eccellente esempio della particolare attenzione rivolta alla specificità di questi vitigni e dell’effetto che questo può avere sul vino.

La complessità dell’etichetta Clos e la diversità che racchiude

Tuttavia, il termine “chiuso” non si limita alla realtà fisica di questi appezzamenti. Racchiude una diversità di storie, luoghi e vini. Ad esempio, Clos Floridène a Graves, creato da Florence e Denis Dubourdieu, dimostra che il termine clos può anche celebrare l’innovazione e l’individualità. I vini di questa tenuta sono unici, nati su terreni calcarei sperduti in un oceano di ghiaia, sorprendono per la loro freschezza ed equilibrio. Insomma, la menzione clos è molto più di una semplice menzione su un’etichetta. Rappresenta una molteplicità di realtà e un ricco intreccio di storie vinicole.

Il termine Clos nel contesto delle denominazioni

Anche il termine “clos” gioca un ruolo significativo nel contesto delle denominazioni, offrendo un’ulteriore dimensione alla sua complessità. Alcune denominazioni includono il termine “clos” nel loro nome, come Clos de la Roche o Clos Saint-Denis in Borgogna. In questi casi, il “clos” è parte integrante dell’identità della denominazione e contribuisce al suo riconoscimento e alla sua reputazione. Il nome della denominazione, compreso il termine “clos”, può spesso suggerire una certa qualità o caratteristica del vino.

La diversità dei terroir e delle produzioni all’interno dello stesso “Clos”

Tuttavia, anche all’interno della stessa denominazione “clos”, la qualità dei vini può variare notevolmente. È il caso di Clos de Vougeot, dove la qualità dei vini può variare tra i vigneti più bassi e quelli più alti. Ciò riflette la complessità dell’interpretazione del termine “chiuso”, sottolineando che si tratta di un termine che abbraccia molte realtà e non solo una garanzia di qualità uniforme.

In conclusione, il termine “clos” è un termine ricco di sfumature nel mondo del vino. Sebbene tradizionalmente evochi un appezzamento di vite delimitato, il suo utilizzo moderno è molto più vario. Grazie al suo utilizzo regolamentato, alla sua presenza nei nomi di tenute e denominazioni e alla sua associazione con vini di alta qualità, il termine “clos” si è rivelato un simbolo della ricchezza e della diversità del settore vinicolo. Rappresenta un mosaico di storie, tradizioni e innovazioni che si riflettono in ogni bottiglia che porta questa denominazione. Quindi, oltre al vino, “clos” è un invito alla scoperta di un patrimonio vitivinicolo unico.

 

 

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