“Il vino deve suscitare emozioni, è uno strumento per comunicare i colori dell’anima e della vita. Un vino che non è capace di suscitare emozioni è morto, inutile. Produrre un vino con metodi naturali significa consentirgli di esprimere tutti gli aromi ed i profumi della terra e dell’uva da cui proviene”.
(Nicolas Joly)
Roucas Toumba o “la roccia caduta” in antico provenzale, dal nome dell’antichissima località, è una piccola proprietà familiare situata a Vacqueyras. La famiglia Bouletin è una delle più antiche del paese, le sue tracce si trovano negli archivi dal 1580.
Eric: Quando ho iniziato portavo le mie uve nella cantina cooperativa del paese , nel 2006 ho deciso di creare la mia cantina e produrre così i miei vini da questo vigneto frammentato composto in gran parte di vecchie viti.
La gestione del vigneto in coltura biologica si è subito messa in evidenza, una scelta di vita lontana dal business. Rimanere libero, vivere della tua terra, è un’ottima idea. Era mia e lo è ancora… Ma quanto è stretta la strada da seguire e, per restare se stessi, per non cedere alle sirene del furioso filone del bio-marketing e trovare la propria strada in un mondo dove la verità ha così poco importanza rispetto all’immagine e alla comunicazione.
E poi ci sono queste viti, testimoni viventi di chi mi ha preceduto, patrimonio affettivo oltre che materno, essenza della condizione di vignaiolo e del suo rapporto con il tempo. Devi anche trovare il tuo stile, il tuo posto, un interrogatorio permanente, ma anche una felice opportunità per esprimere una certa creatività.
Dirò in conclusione quanto sono fortunato: questa terra così ingrata e così austera, trascendendola, possiamo forse fare un vino che parli alle persone, al loro spirito e dia loro piacere…
E questo è tutto ciò che voglio.
Ho avuto la fortuna di incontrare Erik a Roma nel 2010, in occasione della fiera Vini Naturali organizzata da Tiziana Gallo. Fu la sua prima e unica presenza in Italia. Ricordo il suo banchetto: Erik, altissimo (oltre i due metri) con quell’aria timida, e l’etichetta di Pichot con la bicicletta che mi aveva incuriosito. Solo dopo ho scoperto che quella bici era il regalo di suo padre, e che ancora oggi Erik la usa per girare nella tenuta.
Rimasi al suo banco a lungo, a parlare con un vignaiolo di straordinaria sensibilità. Dopo più di dieci anni, quando ho creato rutaN, Erik è stato il primo vigneron che ho contattato. E, con mia grande sorpresa, si ricordava perfettamente di me e di quella giornata a Roma.
E poi, le coincidenze della vita. Quando contattai Michele Loda, dell’azienda Il Pendio, mi chiese chi avessi in catalogo. Elencai diversi nomi e, nel momento in cui nominai Erik Bouletin, ci fu un attimo di silenzio. Poi Michele esclamò: “Come fai a conoscere Erik?” Era un suo grande amico, ed è proprio grazie a lui che Erik era presente a Roma nel 2010.